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tshirt rhinoSabato 14 e domenica 15 luglio African Path sarà presente con il proprio stand alla quarta edizione di Overland Experience, (12-15 Luglio 2012, Limone Piemonte, CN) che raduna il mondo degli appassionati di viaggi in fuoristrada e dell'avventura. Presso lo stand, le magliette "Rhino is my friend" saranno a disposizione di coloro che vorranno dare un contributo alla International Rhino Foundation, che si occupa attivamente della salvaguardia dei rinoceronti. L'iniziativa è stata accolta con entusiasmo dalla fondazione, "The t-shirt is lovely!  Thank you so much for your interest in rhino conservation, we are always very appreciative when people are enthusiastic and help the rhinos", commenta Sarah Brown, responsabile della I.R.F. 

Domenica 15/07, alle ore 09,30, presso l'angolo conferenze, Gianni Bauce parlerà del grave problema del bracconaggio sui rinoceronti in Africa e presenterà il suo nuovo libro "Sozinho", cronaca di un avventuroso viaggio in Mozambico.

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snakeChi di noi, aprendo il cofano della propria auto, non ha almeno una volta nella vita rimpianto di non essere un meccanico? A volte però, essere un meccanico non è sufficiente.
Lo sanno bene Leon e Marlene, due turisti sudafricani che, nel maggio scorso, durante un'escursione nel Kruger National Park si sono ritrovati sotto il cofano un pitone di quasi 3 metri!
Mentre si trovavano ad una ventina di chilometri a sud di Skukuza, un grosso pitone ha attraversato la pista costringendoli a fermarsi. Il rettile, però, ha deciso improvvisamente di cambiare direzione e di infilarsi nel vano motore dell'auto di Leon e Marlene.
Per non contravvenire alle regole del parco, i due turisti hanno riavviato l'auto e raggiunto l'area di sosta di Mathekenyane, alcuni chilometri più a nord, dove sono potuti scendere dal veicolo. Tra una folla di curiosi hanno aperto il cofano e si sono ritrovati il serpente placidamente arrotolato sulla testata. Il pitone è stato sollevato dal suo caldo giaciglio e rimesso in libertà.

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l markerLaurie Marker, fondatrice e direttrice del Cheetah Conservation Fund, il 26 Ottobre prossimo sarà ospite al Parlamento Europeo di Strasburgo, in qualità di “Esperto d'Eccellenza” e relatrice all'Intergroup For Animal Welfare And Conservation.

Il C.C.F. è la fondazione più famosa e attiva nella salvaguardia dei ghepardi, una specie di felino in serio rischio di estinzione, e dal 1990 Laurie è impegnata in innumerevoli progetti di conservazione.

In Italia il C.C.F. è rappresentato dal Cheetah Conservation Fund Support Group Italy, di cui Elisabetta Von Hoenningen è la responsabile.

Per info: www.cheetah.org

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di Gianni Bauce (Quaderno n°4 - Luglio 2012)

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01L’Africa offre ogni giorno spettacoli mozzafiato, ci cattura con la letale bellezza dei felini, la grazia leggiadra delle antilopi, la maestosità degli elefanti e dei grandi ungulati. Ma c’è un volto dell’Africa il cui fascino irresistibile è spesso sconosciuto a molti di coloro che mettono piede per la prima volta sul continente. Questo volto è disegnato dai colori volanti dei piumaggi e dai canti melodici delle creature appartenenti alla classe degli uccelli (Aves). Nel solo Zimbabwe si trovano più di 500 specie di uccelli, un vero paradiso per i bird-watcher e anche coloro che giungono in Africa senza sospettare di tanta meraviglia possono scoprire un mondo appassionante. Ma come approcciare il mondo degli uccelli da inesperto?

(Il becco dritto di insettivori. Ghiandaia pettolilla (Coracias caudata) e coppia di Gruccioni frontebianca (Merops bullockoides))02Osservare gli uccelli in Africa può rivelarsi più difficile di quanto sembri: la luce del giorno è violenta e uccide i colori, così che i volatili (il cui colore del piumaggio costituisce una caratteristica distintiva fondamentale) appaiono tutti come silouette monocromatiche sullo sfondo abbagliante del cielo.  E’ necessario, allora, ricorrere ad altri stratagemmi per imparare a distinguere una specie dall’altra, come per esempio osservarne le dimensioni, il modo si volare, l’ambiente in cui si muove.

Ma c’è un’altra importante caratteristica utilizzata da molti studiosi per suddividere (al di là dell’aspetto tassonomico) gli uccelli in macrogruppi e restringere il campo di ricerca al fine di facilitarne l’identificazione: la dieta.

Come avviene per la maggior parte delle specie animali, per intuire la dieta di una determinata specie di uccello è fondamentale osservare l’organo preposto alla raccolta del cibo, alla sua prima trasformazione e al trasferimento all’apparato digerente. Come nei mammiferi è importante osservare la dentizione, così negli uccelli, il becco è un chiaro indicatore della dieta seguita da ogni singola specie.

(Il becco lungo e sottile della Nettarina pettogiallo (Cinnyris venusta) raggiunge facilmente il polline dei fiori, mentre quello robusto della Bufaga beccorosso (Buphagus erithrorhynchus) è capace di estrarre le zecche)03Esistono becchi corti e triangolari, tipici degli uccelli che si nutrono di semi (passeri, canarini, tessitori, vedove), ed esistono becchi più lunghi e diritti, tipici degli uccelli che si nutrono di insetti in volo (rondini, drongo, gruccioni), "che garantisce un'ampia apertura per convogliare gli insetti direttamente in bocca" (S. Luchetti, 2012), oppure che li catturano in terra (allodole, ballerine, usignoli, storni). Le specie che si sono specializzate nella caccia agli insetti direttamente nei loro nidi, siano essi scavati nella terra o nei tronchi degli alberi, possiedono becchi sottili e incurvati, perfetti per infilarsi nelle cavità e nelle gallerie (upupa africana, upupa boschereccia), molto simili agli insetti che si nutrono di nettare (nettarine, zuccherieri).

Gli uccelli onnivori (corvi, cornacchie) possiedono invece un becco molto robusto e di notevoli dimensioni, capace di lacerare piccoli brandelli di carne come pure frantumare semi, noci e frutti.

(Due pescatori, la Cicogna beccogiallo (Mycteria ibis) e il Martin pescatore bianconero (Ceryle rudis)) 04I fruttivori (pappagalli, cocorite, turachi) possiedono un becco tozzo e più o meno adunco, a seconda delle specie, atto ad incidere i frutti. Vi sono poi uccelli specializzati nella pesca, il cui becco è lungo, appuntito e robusto, ideale per la pesca sia da appostamento (aironi, cicogne) che in immersione (martin pescatore, aninghe, cormorani) e uccelli specializzati nel nutrirsi di carne, come i rapaci e i saprofagi (aquile, sparvieri, nibbi, poiane, falchi, avvoltoi, gufi) dal caratteristico becco adunco, ideale per strappare brandelli di carne dalle prede o dalle carogne.

(Il becco adunco dell'Avvoltoio dorsobianco (Gyps africanus) e dell'Aquila pescatrice (Haliaeetus vocifer))05Esistono poi specie altamente specializzate, ciascuna con un particolare becco: le due specie di fenicotteri, con il caratteristico becco a boomerang atto a filtrare le acque salate ricche di piccoli crostacei. La spatola, con l’inconfondibile becco da cui prende il nome e con il quale “spazzola” letteralmente i bassi fondali delle pozze. La bufaga, dal robusto becco capace di estrarre le zecche dal manto dei grandi mammiferi o la cicogna becco aperto, il cui becco ha forma e funzione simili ad uno schiaccianoci, con il quale apre gusci di piccoli crostacei e lumache.

Il becco non ci dice tutto su un determinato uccello, ma ci fornisce un primo essenziale indizio, un inizio per il nostro nuovo e affascinante lavoro da bird-watcher!

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furtidicorniIl mercato illegale dei corni di rinoceronte è così redditizio che la caccia di frodo non si limita più soltanto agli animali vivi.

Nel 2011 in ben sedici tra musei, mostre, case d'asta e collezioni private di tutta Europa sono stati trafugati corni da rinoceronti imbalsamati. In alcuni casi il corno è stato segato come accade sugli animali appena abbattuti, in altri è stata asportata l'intera testa. La figura del “bracconiere post-mortem” (come è stato definito) sembra affacciarsi come un nuovo fenomeno criminale legato al traffico dei corni, alimentato dalla infondata credenza della medicina tradizionale orientale che vi attribuisce proprietà rinvigorenti per la sessualità maschile. In realtà il corno dei rinoceronti è costituito da tessuto cheratinoso simile a quello che compone le nostre unghie, privo di qualsiasi proprietà in tal senso.

I malviventi hanno agito anche a Firenze, il 9 giugno 2011, sottraendo tre corni dal Salone degli Scheletri del Museo di Storia Naturale della Specola. Il colpo si è ripetuto al Museo di Storia Naturale di Milano alcuni mesi più tardi, ma questa volta i “bracconieri” sono stati beffati in quanto, allarmate dall'episodio di Firenze, le autorità del museo avevano provveduto a sostituire i corni originali con modelli in resina.

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