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Eravamo appena usciti in safari quando improvvisamente un branco di impala ha dato l'allarme.
Era mattino presto, l'ora ideale per imbattersi in una battuta di caccia dei licaoni, così come le ore serali a
cavallo del tramonto e ci siamo trovati di fronte il branco di predatori appena in tempo per vederli abbattere una delle
antilopi in una nuvola di polvere.

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180 milioni di anni fa, un'enorme quantità di basalto eruttò sotto forma di lava dalle profondità della terra, solidificando e formando una vasta e solida piattaforma. Durante gli immani cataclismi che originarono la grande Rift Valley, questa piattaforma si fratturò lungo un fronte di circa 2 chilometri che nella sua parte terminale formò una doppia "S". 15 milioni di anni fa, l'rea fu ricoperta da depositi sedimentari che raggiunsero l'altezza di 70 - 80 metri. 

Da questo enorme deposito di sedimenti alla nascita delle Cascate Vittoria è un'altra storia che scoprirete venendo in viaggio con noi.

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Durante uno dei nostri ultimi safari in Botswana, ci siamo imbattuti in una splendida fioritura. Le acque calme del Delta dell'Okavango e dei suoi canali sono spesso ravvivate dalla presenza delle ninfee o water lily (Ninfea caerulea), i cui splendidi fiori si aprono sulle piatte foglie galleggianti creando giardini acquatici di suggestiva bellezza.

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Il 17 Maggio del 1960, il primo generatore della diga di Kariba entrò in funzione. Fu un giorno memorabile per l’economia ed il progresso tecnologico della Rodhesia (l'attuale Zimbabwe) e dello Zambia, ma non altrettanto positivo per l’ecosistema di una regione e l’identità culturale di un popolo.
Dove ora giace il calmo ed infinito specchio d’acqua del lago Kariba, un tempo c’era una valle rigogliosa solcata dallo Zambesi, ricca di vegetazione e di fauna, che il popolo Ba-Tonka abitava da tempo immemorabile. Quando le chiuse della diga vennero serrate, l’acqua dello Zambesi iniziò ad allagare la valle segnandone per sempre il destino.
Chilometri quadrati di terra vennero sommersi. Alla popolazione Ba-Tonka vennero assegnate altre terre per ricostruire i loro villaggi, ma la loro storia, i loro luoghi di sepoltura, vennero rubati per sempre dall’acqua.
Ma nella tragedia che questa ciclopica opera provocò, l’uomo ottenne un piccolo riscatto, portando a compimento una delle più impressionanti e memorabili opere di salvataggio che mai sia stata compiuta nella storia umana dai tempi dell’Antico Testamento.

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Falco giocoliere 

Il Falco giocoliere: un acrobata in cielo.
Il Falco giocoliere (Terathopius ecaudatus) è un rapace di grande fascino, facilmente riconoscibile per il piumaggio prevalentemente nero, e becco e zampe rosso vivo. Le ali del maschio presentano un piumaggio fulvo nella prima metà, mentre ritornano nere, nell’altra metà, fino alla punta. Nella femmina, sono completamente fulve, salvo una piccola banda centrale tendente al nero. Gli esemplari immaturi, invece, presentano un piumaggio fulvo uniforme e becco e zambe sono grigi.
Il nome inglese di questo rapace è Bateleur. In realtà, questo termine proviene dal francese bateleur, che significa “funambolo”, “acrobata”. Osservando il Falco giocoliere in volo, mente volteggia a bassa quota sulla boscaglia, infatti, non si può fare a meno di notare il caratteristico rollio, che ricorda il movimento di un funambolo su una corda per mantenere l’equilibrio.

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