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di Gianni Bauce (Quaderno n°9 - Dicembre 2012)

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Mantide religiosa (Mantis religiosa Linnaeus)Una mosca fastidiosa che ci ronza intorno, il prurito della puntura d'una zanzara, uno scarafaggio in cucina: che schifo gli insetti, piccoli animali inutili e fastidiosi!
Quante volte in un momento di esasperazione lo abbiamo pensato? Probabilmente tante, ed ogni volta abbiamo commesso un grande errore di valutazione.
Sono per la maggior parte piccoli, apparentemente fragili, spesso fastidiosi e non sembrano avere altra utilità che importunarci, invece ricoprono un ruolo fondamentale per l'intero pianeta.
Gli insetti appartengono al phylum degli artropodi, un super gruppo di invertebrati dotati di esoscheletro, zampe articolate e quasi sempre di ali. Oltre il 64% degli esseri viventi de globo (piante incluse) appartiene agli artropodi e il 56,3% sono insetti (i vertebrati sono soltanto il 2,7%). E' facile calcolare che se gli insetti scomparissero improvvisamente, perderemmo più della metà delle forme viventi del pianeta!
Oggi si conoscono circa 1.137.900 specie diverse di artropodi, tra le quali 1.007.700 sono esapodi (artropodi "a sei zampe", la super classe a cui appartengono gli insetti) e ben 1.000.000 sono insetti. Si suppone però che almeno altri quattro milioni di specie non siano ancora state classificate!
All'interno di questa esorbitante varietà di specie, il numero di individui è altrettanto impressionante: si stima che sul pianeta vivano in media dieci miliardi di miliardi (10.000.000.000.000.000.000) di insetti, una cifra difficile non soltanto da immaginare, ma anche da scrivere.

(Esempio di Trilobite)TrilobiteL'origine di questi animali risale ad epoche antichissime, quando i primi trilobiti, artropodi primitivi, si avventurano dalle acque dell'oceano fin sulla terraferma, circa 420 milioni di anni fa (più o meno nello stesso periodo in cui si stava formando la Table Mountain) per sfuggire ai predatori marini e cercare nuove risorse. Quando durante il periodo Carbonifero le piante terrestri subirono un'impennata nella diversificazione, questi artropodi pionieri iniziarono a trovare sempre maggiori risorse alimentari e ambientali, così che anch'essi iniziarono ad evolversi e diversificarsi in un numero impressionante di specie. Tra essi, quelli che ebbero maggior successo evolutivo furono proprio gli insetti, alcuni dei quali sono giunti fino ai nostri giorni praticamente senza mutazioni, come dimostrano per esempio i calchi fossili di libellule preistoriche risalenti a 250 milioni di anni fa, praticamente identiche alle moderne libellule.
Non bastano però origini antiche e grandi capacità per porre questi animali sotto una luce diversa agli occhi dell'uomo, che li ritiene spesso responsabili di malattie, distruzione dei raccolti ed epidemie tra il bestiame domestico. In effetti, questi pregiudizi non sono infondati, basti pensare che il 20% dei raccolti nel mondo viene divorato da insetti vegetariani e quasi il 18% della popolazione mondiale è affetta da malattie trasmesse da insetti.
Ma senza di loro si spezzerebbe la catena alimentare alla quale l'uomo stesso è legato indissolubilmente. La trasformazione dell'energia solare in sostanze nutritive è il primo anello della catena, e gli unici esseri viventi in grado di operare questo processo sono le piante attraverso la fotosintesi. Ma immediatamente dopo troviamo gli insetti vegetariani che delle piante si nutrono, trasformando così i carboidrati in proteine ed andando a nutrire la maggioranza degli animali non vegetariani, dagli anfibi ai rettili, dai pesci agli uccelli, agli stessi mammiferi. Questi a loro volta nutriranno altri carnivori più grandi e così via, formando, anello dopo anello, l'intera catena. Si pensi che anche la prole degli uccelli vegetariani viene nutrita a base degli stessi insetti dai genitori fino allo svezzamento, garantendole così l'apporto di proteine indispensabile alla crescita.

(Coccinella)CoccinellaSe tutto ciò non bastasse a migliorare la considerazione di noi umani verso questi piccoli animali, si pensi allora al contributo che molte specie di insetti predatori forniscono al naturale controllo dei parassiti: la coccinella, per esempio, è un implacabile predatore degli afidi che infestano molte nostre piante. Circa un quarto delle specie di insetti preda altri insetti e in molte coltivazioni biologiche gli insetti predatori sostituiscono efficacemente i pesticidi.
Come non menzionare poi i milioni di insetti impollinatori attraverso i quali le piante si riproducono? Senza di essi perderemmo una parte considerevole delle nostre risorse alimentari, mettendo a rischio l'esistenza stessa della nostra specie. E non dimentichiamo la seta prodotta dai bachi o il miele delle api, insieme a decine di altri oli ed essenze derivate dagli insetti che non riusciremmo a produrre altrimenti.
Infine, molti insetti, come per esempio lo scarabeo stercorario, contribuiscono alla ritrasformazione dei detriti organici in nitrati, i quali verranno a loro volta trasformati dalle piante in carboidrati.
Gli insetti, quindi, si possono considerare a pieno diritto un elemento fondamentale per l'equilibrio della maggior parte degli ecosistemi del pianeta.

(Larva di Colimbrasia belina in natura e in cucina)Mopane wormMa se ancora sussistesse qualche dubbio sulla loro utilità, si pensi a come in molte regioni del globo essi costituiscano la base della dieta umana, sotto forma di cibo largamente disponibile e da consumare direttamente. Molte popolazioni infatti si nutrono di cavallette, larve, termiti; la larva arrostita di Colimbrasia belina, per esempio, è consumata in buona parte dell'Africa sotto il nome di "mopane worm", mentre sul lago Malawi, in alcuni periodi dell'anno sulle acque del lago si formano immense nubi di moscerini (tanto dense da oscurare il sole) che i pescatori catturano utilizzando secchielli inumiditi come fossero retini da farfalle, per poi ridurli in una poltiglia dalla quale, previa cottura sulla pietra, si ottengono ottimi e nutrienti "hamburger"!

Infine, non è noto a tutti quanto gli insetti, in barba alle loro minute dimensioni, abbiamo influenzato pesantemente il corso della storia umana.
Uno stormo di locuste formato da milioni e milioni di individui può divorare anche 100.000 tonnellate di cibo in un solo giorno e nella storia si contano ben più d'una carestia, attribuibile a questi insetti, tale da aver spazzato via intere economie e società.
Durante la campagna di Russia del 1812, l'esercito di Napoleone fu decimato da un'epidemia di tifo trasmessa dai pidocchi, mentre la febbre gialla, trasmessa da una zanzara, bloccò per ben quindici anni i lavori di costruzione del canale di Panama, dopo aver mietuto quasi 20.000 vittime tra operai, tecnici e ingegneri.
Durante la Seconda Guerra Mondiale il numero di morti causati da malattie trasmesse da insetti è stato circa il doppio dei morti causati dalle attività belliche, con devastante impatto sull'economia e la struttura sociale di intere nazioni.
Nella cosiddetta "fascia della mosca" (la zona geografica dell'Africa in cui è presente la mosca Tsetse, responsabile della trasmissione della tripanosomiasi o "malattia del sonno") l'uomo non è mai riuscito ad introdurre il bestiame domestico, particolarmente vulnerabile all'aggressione di questo insetto, permettendo alla fauna selvatica di sopravvivere nel proprio ambiente naturale. Senza l'involontario contributo della mosca forse avremmo perso molte specie animali africane.

(Anopheles)AnophelesIn ultimo, ma non certo per importanza, la zanzara anofele, responsabile della trasmissione della malaria, uccide nel mondo circa 300 persone ogni ora.

Forse, dopo questa riflessione sul potere esercitato dagli insetti sulla nostra società, questi piccoli animali non ci saranno più simpatici, ma perlomeno li osserveremo con più rispetto di prima.

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