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di Gianni Bauce (Quaderno n°1 - Gennaio 2013)

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IracePensando ad un animale in stretta parentela con gli elefanti, molto probabilmente siamo portati ad immaginare una creatura di grandi dimensioni, ma in questo caso, la natura ci riserva una sorpresa.

Il parente più prossimo dell’elefante è infatti una creatura pesante pochi chilogrammi e dalle sembianze e dimensioni di una marmotta: la procavia.

IraceLa procavia o irace è un mammifero dell’ordine degli iracoidei (Hyracoidea) diffuso in buona parte dell’Africa e in alcune aree del Medio Oriente, dall’aspetto molto simile ad un roditore, ma con i quali ha poche cose in comune. L’ordine degli iracoidei è un ordine monofamiliare cioè costituito da una sola famiglia, quella dei procavidi (Procaviidae), suddivisa a propria volta in tre generi distinti, Procavia (procavia delle rocce, 3 specie), Heterohyrax (procavia delle steppe o della boscaglia, 1 specie) e Dendrohyrax (procavia arboricola, 2 specie).

Sebbene oggi le sue dimensioni siano comprese tra i 30 e i 70 cm, durante il Miocene (periodo compreso tra i 23 e 5,3 milioni di anni fa) esistevano iracoidei più grandi di un potamocero o di un cinghiale. Poi, quando nello stesso periodo i ruminanti presero il sopravvento, soltanto gli iracoidei che seppero ritagliarsi una nicchia in grado di aggirare l’implacabile concorrenza di questi nuovi colonizzatori del pianeta, riuscirono a sopravvivere.  Fu in questo periodo che alcuni iracoidei mantennero le loro grandi dimensioni, ma si spostarono in ambienti diversi, come quello acquatico. Da questi sembra abbiano avuto origine gli ordini di elefantidi (a cui appartengono i moderni elefanti) e sirenidi.

Altri iracoidei si evolvettero in creature più piccole ed agili, capaci di colonizzare ambienti terrestri in cui la concorrenza dei ruminanti non fosse così pressante, divenendo così arboricoli o abitando le piccole cavità delle rocce.

ElefanteRecenti studi del DNA hanno confermato lo stretto grado di parentela delle procavie con gli elefanti. Vi sono tuttavia analogie evidenti che tutti noi possiamo notare andando a spasso per l’Africa. Tralasciando il fatto che entrambi non siano ruminanti, prima tra tutte le analogie è la presenza in entrambi gli ordini di incisivi superiori modificati in zanne, ben note ed evidenti negli elefanti e un po’ più nascoste tra le procavie. In entrambi i casi, le zanne vengono utilizzate come arma e come utensile.

Un’altra importante caratteristica comune sono i cuscinetti plantari che permettono ad entrambi di muoversi silenziosamente sul terreno. Nelle procavie questi sono dotati di ghiandole che mantengono la pianta lubrificata e consentono la traspirazione e nelle zampe posteriori è presente un dito dotato di unghia artigliata.

Sia i maschi di elefanti che di procavia, inoltre, presentano testicoli addominali interni, cioè non visibili.

Le ghiandole mammarie sono in paio e poste frontalmente in entrambi gli ordini (anche se le procavie ne possiedono altre due paia nella zona inguinale).

Possiedono entrambi forti analogie nella placenta e nell’utero e la gestazione è straordinariamente lunga (22 mesi per gli elefanti, 7-8 mesi per le procavie).

ElefanteSoltanto nelle relazioni sociali si differenziano notevolmente, in quanto gli elefanti sono organizzati in famiglie matriarcali estese, mentre la maggior parte delle specie di procavie sono solitarie o gregarie in cui un maschio dominante controlla un harem di femmine. Soltanto in poche specie esse mantengono un ordinamento familiare.

Parenti sì, ma ognuno con le proprie abitudini!

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