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Predatore opportunista, il coccodrillo adulto integra la sua dieta principalmente costituita da pesci gatto, con altri rettili (anche piccoli coccodrilli), uccelli o anche mammiferi di grandi dimensioni come lontre, facoceri, antilopi o addirittura zebre, che vengono afferrate, trascinate in acque profonde e annegate. Non disdegna però nemmeno le carogne, ripulite delle parti in putrefazione dalla corrente dei fiumi o dai pesci.

La dentatura è costituita da una sessantina di grossi denti appuntiti, interbloccanti e visibili dall’esterno, inadatti a masticare, ma molto efficaci per mantenere la presa. I muscoli della mascella invece, sono potentissimi ed al coccodrillo spetta il record di pressione mascellare specifica. La forza di serraggio della mascella di un individuo adulto di grandi dimensioni può raggiungere infatti i 3000 kg (circa dieci volte superiore a quella dello squalo bianco!).

Data l’incapacità di masticare, quando le prede non possono essere inghiottite in un sol boccone, il coccodrillo ne serra un pezzo tra le fauci e ruotando velocemente su se stesso intorno all’asse lungo del proprio corpo, ne dilania tessuti ed ossa. Il boccone viene poi inghiottito intero attraverso l’apertura della valvola tracheale e sciolto dai potenti acidi gastrici. Per questo motivo il coccodrillo può inghiottire il cibo soltanto fuori dall’acqua.

Come tutti i rettili, anche i coccodrilli sono animali ectotermi, cioè regolano la temperatura del proprio corpo assorbendo il calore da fonti esterne, come il sole. Per questo motivo li si scorge spesso sdraiati sui banchi di sabbia con la bocca aperta. La mucosa della bocca, ricca di vasi sanguigni, assorbe per irradiazione il calore cedendolo al sangue. In questo modo essi non dipendono dal cibo per mantenere la temperatura corporea, al contrario dei mammiferi, potendo così restare senza nutrirsi per lunghissimi periodi.
I coccodrilli emettono una grande varietà di suoni, dai “guaiti” dei piccoli al “soffio” piuttosto che al ringhio degli adulti, ma comunicano anche attraverso vibrazioni che l’acqua trasmette efficacemente. Queste vengono captate da meccanorecettori situati nell’area della gola, in grado di captare anche la minima vibrazione trasmessa ad esempio da una potenziale preda che scende in acqua o dal rituale di corteggiamento di un potenziale partner.

Il maschio si distingue dalla femmina per le dimensioni e per la forma più tozza del muso. La maturità sessuale viene raggiunta intorno ai 12 – 15 anni, quando l’animale ha ormai raggiunto i 2 o 3 metri di lunghezza e i maschi iniziano a sviluppare forti istinti territoriali, stabilendo rigide gerarchie. In luglio e agosto ha luogo l’accoppiamento, preceduto da un elaborato rituale di corteggiamento, durante il quale i due partner non si toccano ma si stimolano producendo vibrazioni nell’acqua. Questo rituale stimola la produzione delle uova nella femmina, fecondate durante l’accoppiamento che avviene in acqua.

La gestazione dura circa 3 mesi, dopo i quali la femmina depone da 16 ad 80 uova in una buca poco profonda scavata nella sabbia e le seppellisce. Il luogo viene scelto con cura: deve essere assolato, vicino all’acqua e in prossimità di un riparo ombreggiato, sotto il quale essa attende la schiusa difendendo con aggressività la nidiata dai varani o da chiunque tenti di predarle. Il sesso dei nascituri non è determinato geneticamente, ma in base alla temperatura di incubazione. Questo processo, comune anche a tartarughe e testuggini, è detto ESD (External Sex Determination) e determina la nascita di coccodrilli maschi se le temperature di incubazione sono più elevate (31°C – 34°C) e femmine se sono più basse (26°C – 30°C).

Dopo circa tre mesi di incubazione, le uova si schiudono e i piccoli lanciano richiami udibili dalla madre anche a notevole distanza. Questa accorre e disseppellisce la nidiata, trasportando nelle fauci i piccoli coccodrilli fino all’acqua. Resterà con essi per sei – otto settimane, dopo le quali i piccoli coccodrilli inizieranno una vita indipendente, affrontando mille pericoli e mille nemici, tra i quali varani, grossi pesci, babbuini, uccelli e coccodrilli adulti. Soltanto uno su cinquanta riuscirà a raggiungere la maturità, ma raggiunto questo traguardo, il moderno dinosauro si troverà al vertice della catena alimentare in qualità di superpredatore; praticamente privo di nemici (al di fuori dell’uomo), potrà condurre la sua vita di sinistro principe delle acque anche fino all’età di cento anni.

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