Condividi:

Lontanamente imparentato con il bufalo asiatico, il bufalo è l'unico bovino autoctono africano, e la sua origini resta ancora misteriosa.

Frequentatore delle praterie, la cui erba, da 5 cm a 80 cm di altezza, costituisce il 95% della sua dieta, questo mammifero vive in estrema dipendenza dall'acqua, penetrando talvolta biomi più aridi soltanto se esistono fiumi o pozze che garantiscano la disponibilità d'acqua. Oltre che di erba, il bufalo si nutre in minima percentuale (circa 5%) di foglie e germogli in maniera molto selettiva, non disdegnando pertanto la boscaglia fitta, dove trascorre generalmente le ore più calde del giorno, giovando dell'ombra e della maggiore protezione dai predatori. Per questo, il suo habitat ideale si trova nelle praterie ai limiti delle zone boscose e di foresta, dove può alternare il pascolo al riposo in zone ombreggiate e fresche.

I bufali sono animali fortemente gregari e socialmente organizzati in mandrie che possono raggiungere anche le diverse migliaia di individui, tra i quali vigono rigide gerarchie, con maschi dominanti e individui (anche femmine) di rango elevato.

Non territoriali, piuttosto sedentari, anche se non esitato a spostarsi se le condizioni ideali dell'habitat peggiorano, essi si muovono lungo home-range estesi anche fino a 1000 chilometri quadrati, che non vengono difesi, ma che generalmente non si sovrappongono.

Il branco è la forza dei bufali, in esso ogni individuo trova sicurezza e protezione dai predatori. Per questo quando sono in branco, i bufali sono meno aggressivi e di gran lunga meno pericolosi. Gli individui più anziani, invece, non più in grado di seguire il branco, restano indietro e si isolano, iniziando a condurre una vita solitaria. La consapevolezza della loro vulnerabilità li rende estremamente aggressivi, capaci di caricare in modo fulmineo, senza preavviso e con micidiale accanimento.

Durante la marcia, gli individui occupano precise posizioni all'interno della mandria, con i maschi dominanti nelle posizioni di testa e di coda e gli altri maschi adulti sui fianchi, a protezione di femmine e piccoli. In coda, seguono gli individui più anziani o invalidi, mentre la testa è occupata dai cosiddetti “esploratori”, che non sono necessariamente maschi dominanti o adulti. Le femmine di rango più elevato assumono posizioni nei gruppi di testa, mentre all'interno, il branco è suddiviso in gruppi minori, ciascuno con le proprie gerarchie.

Durante il riposo, invece, i bufali mantengono spesso uno stretto contatto fisco. I maschi si staccano dal branco in piccoli gruppetti di 2 – 6 individui erranti (chiamati confidenzialmente “daga boy” , dal termine “daga” = fango), per tornare poi al branco la notte o per rimettersi in marcia.

La vocalità dei bufali è espressa da varie modalità di muggiti, emessi quasi esclusivamente quando gli individui sono all'interno del branco e da una ristretta minoranza di individui, perlopiù dominanti. Ciascuna tonalità si riferisce ad un comando o ad un avvertimento differente e si possono distinguere comandi di avvio della marcia, cambio di direzione, allarme o pericolo, ma anche segnalazioni relative alla presenza di acqua o comunicazioni tra madri e vitelli.

L'unico vero predatore del bufalo è il leone, che lo predilige a molte altre prede minori. È tuttavia necessaria una buona capacità numerica e tattica da parte dei felini per abbattere un grosso bufalo solitario che rappresenta sempre un pericoloso avversario e un osso duro da abbattere. L'unione della mandria costituisce un'ottima difesa per i bufali e i maschi adulti non esitano ad attaccare con fierezza e determinazioni gli stessi leoni, dissuadendoli spesso da ogni velleità di caccia. Non è raro addirittura che un branco di bufali, scovando una cucciolata di leoni, li uccida calpestandoli, come se la consapevolezza di aver a che fare con i propri futuri predatori scateni una sorta di truce istinto di sopravvivenza.

Un diavolo nero, insomma, capace di lottare fieramente per la propria sopravvivenza, incutendo timore e rispetto anche tra i più audaci cacciatori della boscaglia. Ma anche uno straordinario esempio di cooperazione e un simbolo intramontabile di quel meraviglioso mondo selvaggio che è l'Africa.

e-max.it: your social media marketing partner

Siamo professionisti

African Path si avvale per i suoi viaggi esclusivamente di guide professioniste, addestrate e registrate presso:

Zimbabwe Tourism Authority Zimbabwe Ministry of Tourism FGASA

Iscriviti alla Newsletter

Vorresti fare un viaggio in Africa ma non sei ancora deciso? Ti manderemo i nostri programmi aggiornati e ti faremo venire voglia di riempire lo zaino!