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E' mattina presto. Il sole non ha ancora fatto capolino da dietro gli alberi e noi siamo già in marcia nel bosco fitto del margine fluviale, tra alberi delle salsicce e ana-tree. Nella luce incerta del primo mattino, speriamo di incontrare qualche creatura della notte che ancora si attarda a vagare in cerca di una preda o di un luogo in cui riposare durante le calde ore del pomeriggio.


In lontananza un branco di impala tende l'orecchio all'arrivo del nostro Land Rover. Il branco si immobilizza, qualcuno lancia un segnale d'allarme, poi un fuggi fuggi generale: troppo per l'arrivo di un semplice automezzo. Le antilopi corrono all'impazzata compiendo salti incredibili e slanciando le zampe come a scalciare in aria, nella tipica postura che sembra voler dire ad un eventuale predatore "guarda come sono in forma! Cerca qualcun altro!". Sta succedendo qualcosa. Cerchiamo freneticamente con lo sguardo tra la boscaglia, ma la vegetazione è fitta e la luce ancora scarsa.
Poi d'un tratto, come un'esplosione: una nuvola di polvere esplode tra gli alberi e decine di sagome incerte vi emergono per un istante solo per poi essere nuovamente inghiottite in quel pandemonio fatale.


Pochi secondi e il finimondo improvviso cessa. La nuvola di polvere decanta e compaiono chiare e nitide le sagome dei predatori, con le loro code dal ciuffo bianco. Si affannano attorno all'impala appena catturato, dilaniandolo. In pochi minuti tutto è già finto: dell'antilope non restano che poche ossa e le corna ed il branco di licaoni riparte per una nuova caccia.
La caccia dei licaoni può sembrare uno spettacolo crudele, ma fa parte del ciclo vitale ed è assolutamente necessaria non soltanto per la sopravvivenza del predatore, ma anche per il mantenimento in salute del branco di prede. Abbiamo assistito ad uno spettacolo straordinario, che ancora una volta l'Africa ci ha regalato durante uno dei nostri safari.

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It's early morning. The sun is not yet off from the trees skyline and we are already on game drive in the thick riverine forest, among sausage trees and ana-trees. In the weak light of the early morning, we hope to meet some creatures of the night who are still wandering in search of preys or for a place to rest during the hot african afternoon.
In the distance an impala heard freeze upon arrival of our Land Rover. The heard is moveless. Someone snorts an alarm signal, then the heard blasts and bucks suddenly run in all directions: too much for just the arrival of a vehicle. Antelopes run as crazy, making incredible jumps and stretching their legs in the air, in the typical posture that seems to mean to a possible predator "look how I'm fit! Look for someone else!". Something's going on. We look frantically trough the bush, but the vegetation is too tick and the light is still weak.
It suddenly happenslike an explosion: a cloud of dust blasts in the bush and dozens of undefined shapes emerge just for a moment to be swollen up again in that fatal pandemonium.


Few seconds than everything is quite again. The cloud of dust lay down and the predators' silhouettes are now clear, with their tuffed white tails. They are all around the just caught prey. In few minutes everything is already done: of the antelope only a few bones and the horns remains and the wild-dogs pack is ready for a new hunt.
Wild-dogs hunting seem to be a cruel show, but it is part of the life cycle and is absolutely necessary not only for the survival of the predator, but also for the health of the prey population. We witnessed to an extraordinary show, another gift from Africa during one of our safaris.

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Zimbabwe Tourism Authority Zimbabwe Ministry of Tourism FGASA

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