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Il 6 Maggio 2019, a Kasane ha avuto luogo la conferenza internazionale sulla gestione della popolazione di elefanti che ha coinvolto, tra gli altri, i rappresentanti di Zimbabwe, Zambia e Botswana. Il tema verte sul numero di elefanti nell'area compresa tra Hwange, Victoriua Falls e Chobe, la più numerosa al mondo e ben superiore alla capacità di sostentamento dell'ambiente in cui la popolazione di pachidermi vive.

Il Botswana conta una popolazione di circa 180.000 elefanti (la più numerosa del pianeta) mentre subito dopo viene lo Zimbabwe con 80.000 esemplari. Nel solo parco di Hwange, si contano circa 40.000 elefanti su un territorio la cui capacità di sostentamento si aggira intorno ai 25.000 capi. La sovrappopolazione ha portato all'inasprimento del conflitto tra comunità locali ed elefanti, con numerosi incidenti ed i rappresentanti delle nazioni coinvolte pianificano azioni di sfoltimento (culling) e la riapertura della caccia al trofeo in Botswana per ridurre il numero di pachidermi, e non ultima la pressione sul CITES per concedere deroghe sulla vendita dell'avorio contenuto nei magazzini governativi (stock che le eventuali azioni di sfoltimento accresceranno in larga misura). 

Nonostante la pratica del culling sia un abominio nei confronti dell'elefante, il dibattito che coinvolge anche i conservazionisti verte sul fatto che un'eccessiva pressione di una determinata specie (in particolare l'elefante, che ha per sua natura un impatto ecologico molto forte) sull'ambiente provoca danni ingenti che si riflettono sulla salute di tutto l'ecosistema. Restano tuttavia alcune prepplessità, come per esempio il fatto che le Zimbabwe, Zambia, Botswana, Namibia e Angola siano i membri della più vasta e numerosa area transfrontaliera di conservazione (TFCA) del continente, la KAZA TFCA. Le TFCA nascono proprio per ricreare gli antichi corridoi migratori per la fauna, in modo da alleggerire la pressione sull'ambiente esercitata da alcune specie influenti, come l'elefante, qualora la popolazione aumenti oltre la soglia critica di sostenibilità; infatti, 200 anni fa non era necessario sfoltire la popolazione di elefanti: essa era di gran lunga superiore a quella attuale, eppure gli elefanti non hanno distrutto l'Africa! Quindi, che scopo ha tutto il lavoro compiuto ed in corso d'opera per creare KAZA?

L'altra questione è la deroga sul bando dell'avorio, che effettivamente consentirebbe di tramutare l'inutilizzato avorio, contenuto nei magazzini governativi, in una risorsa economica (i cui profitti si spera vengano indirizzati propriamente per la conservazione). D'altro canto, però, le precedenti deroghe concesse dal CITES a Zimbabwe, Botswana e Namibia nel 1998 e nel 2008, non portarono altro che ad un aumento del traffico illegale di avorio e molto probabilmente un'eventuale prossima deroga otterrebbe lo stesso effetto negativo.

 

Maggiori informazioni su #TransFrontierConservationAreas, #sfoltimentoelefanti, #KAZA, #bandoavorio si possono trovare nel libro "All'ombra dell'albero delle salsicce" (G. Bauce) 

 

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