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di Gianni Bauce (Appunto n°2 - febbraio 2013)

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BooksSe non basta spostarsi per viaggiare, può darsi che si possa viaggiare senza spostarsi. E quale miglior modo di viaggiare senza muoversi che un buon libro o un bel film?

Così, questo mese vorremmo abbandonare il concetto di luogo, per viaggiare un po’ con la letteratura e con dei compagni di viaggio particolari.

Per noi che amiamo gli animali e desideriamo entrare in contatto col loro mondo, vivere con essi è motivo di grande gioia. Che sarebbe dunque spendere parte della nostra vita insieme a loro?

Ci sono uomini e donne che insieme agli animali hanno trascorso più tempo di quanto non ne abbiano speso con il genere umano, come Freund Werner, un ex paracadutista tedesco che da quarant’anni vive in un branco di ventinove lupi, condividendo con loro cibo e riparo. Le vite di alcune di queste persone eccezionali sono raccontate in biografie o autobiografie nelle quali si legge di viaggi straordinari compiuti superando i confini tra specie e specie.

Gareth Patterson, nel suo “Last of the free” (1994), tradotto in italiano col titolo “L’uomo dei leoni”, racconta la sua incredibile esperienza con Batian, Furaha e Rafiki, tre cuccioli di leone “ereditati” da George Adamson appena assassinato in Kenya. Gareth raccoglie la sfida e cresce i tre leoni istruendoli ad affrontare la libertà condividendo con loro ogni istante del giorno. La foto di Gareth addormentato in terra all’ombra di un’acacia insieme ai suoi leoni è l’emblema di una straordinaria storia di affetto, amicizia e fratellanza.

Gorillas in the mist” è invece il racconto ben noto di una donna coraggiosa che ha speso buona parte della propria vita (13 anni) a 3000 metri di quota sui monti Virunga, insieme ai “suoi” gorilla. Una vita spesa con tale passione da sacrificarla, addirittura, nel 1985, quando Dian Fossey venne barbaramente uccisa dai bracconieri.

Lontano dall’Africa si svolge invece “The bears and I”, di Robert F. Leslie (1968), cercatore d’oro  che racconta gli anni spesi nella foresta canadese insieme a tre cuccioli di grizzly “affidatigli” in una mattina di primavera da un’orsa ferita e prossima alla morte. Robert si prende cura dei tre cuccioli, li cresce, cercando in qualche modo di insegnar loro a sopravvivere e rendersi indipendenti dal loro “padre adottivo”. La conseguenza è la nascita di un legame indissolubile che nemmeno la morte potrà cancellare.

Per non dimenticare un vero classico della letteratura, ritorniamo in Sudafrica, con il capolavoro di Sir Percy Fitzpatrick, “Jock of the bushveld”, che ha compiuto 100 anni nel 2007. Fitzpatrick racconta la storia del sodalizio col suo cane Jock,  meticcio bruttino, ma dal temperamento straordinario, tra mille avventure a bordo di un carro, lungo le piste di un’Africa ancora selvaggia.

E per concludere con un film, davvero imperdibile, ricordiamo Antony Hopkins in “Instinct”, dove interpreta magistralmente un etologo che supera i confini della specie, entrando all’interno di un gruppo di gorilla nelle foreste dell’Africa centrale fino a farsi accettare come membro della famiglia.

Buon viaggio dunque, … tra le righe.

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