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di Gianni Bauce (Appunto n°3 - Marzo 2013)

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vicfallsbridgePercorrendo il lungo sentiero che in territorio dello Zimbabwe costeggia il versante meridionale delle Cascate Vittoria, giunti sull’estrema punta di fronte a Livingston Island si può proseguire costeggiando le gole fino ad una piccola terrazza dalla quale si scorge il lungo ponte di ferro sullo Zambesi.

Sebbene oggi sembra dovere la sua notorietà principalmente al bungee jumping con il suo stratosferico fatturato quotidiano, il vecchio ponte di ferro ha ben altro da raccontarci.

Nel 1855, il missionario esploratore David Livingstone fu il primo europeo a vedere le Cascate Vittoria. Al seguito della spedizione c’era un pittore (all’epoca non esistevano ancora i fotografi), tale Thomas Baines, che dipinse le cascate come essi le avevano viste, dalla gola tra Knife Edge e Livingstone Island. Nessuno di loro avrebbe mai immaginato che soltanto cinquant’anni più tardi quelle due sponde sarebbero state unite da un ponte di ferro.

Trent’anni dopo la scoperta di Livingstone, la caricatura di un certo Cecil Jhon Rhodes compariva sulle testate dei giornali di tutto l’Impero in una vignetta satirica che lo ritraeva gigantesco e ritto sul continente africano con un piede sul Cairo e l’altro su Città del Capo. Il titolo della vignetta era “Il colosso di Rhodes” e ironizzava sul visionario progetto di Rhodes di unire il Cairo a Città del Capo per mezzo di un’unica linea ferroviaria. Nonostante la satira, la Corona Britannica appoggiò il progetto, la cui realizzazione significava di fatto l’estensione delle colonie inglesi nel continente dal Mediterraneo al punto più meridionale dell’Africa, senza soluzione di continuità.

Il progetto di Rhodes non venne mai attuato, ma nel 1902 la ferrovia collegava già Città del Capo a Bulawayo e Salisbury (l’odierna Harare) e quest’ultima a Beira, sull’Oceano Indiano.

Lo Zambesi, a quel tempo, si attraversava ancora col traghetto, 9 km a monte delle cascate, nel punto più stretto del fiume, ma già nel 1900 agli ingegneri George A. Harbour e Ralph Freeman venne commissionato il progetto di un ponte che collegasse le due sponde dello Zambesi poco più a valle delle cascate e nel 1903 la Cleveland Bridge & Engineering Company si aggiudicò l’appalto della costruzione per l’ammontare di 72.000 Sterline.

Il progetto prevedeva una struttura di ferro composta da cinque elementi principali: un’arcata a curva parabolica con una corda di circa 150 metri, due tratti di collegamento dell’arcata alle sponde e due piedi snodati che sostenevano e ancoravano il ponte alla roccia. Nel 1905 il ponte venne inaugurato e ufficialmente aperto al traffico ferroviario su due linee ferrate. Un anno prima, era stata inaugurata la stazione ferroviaria di Victoria Falls (collegata a Città del Capo da 2650 km di ferrovia) ed era stato costruito un modesto alberghetto destinato ad ospitare i tecnici e gli ingegneri che lavoravano all’opera al quale venne dato il nome di Victoria Falls Hotel.

Il ponte era un’opera imponente di alta ingegneria, che oltre ad unire le due sponde di uno dei fiumi più lunghi d’Africa, univa anche due paesi, la Rhodesia del sud da quella del nord. Per molti anni mantenne il nome di “Zambesi Bridge”, fino a quando altri ponti vennero costruiti sul fiume, così che il ponte di ferro divenne il “Victoria Falls Bridge”. Ma per il popolo dei Leya, che consideravano lo scorcio delle cascate un luogo sacro legato agli antenati, il ponte fu soltanto uno sfrontato atto sacrilego che avrebbe portato sventura. Fortunatamente, nonostante la profezia, le vittime di incidenti durante i lavori di costruzione si limitarono a due operai.

Con la Prima Guerra Mondiale, il ponte acquistò una notevole importanza strategica, perché l’Africa Occidentale Tedesca (l’odierna Namibia) distava soltanto 80 km ed anche durante la guerra dei 10 anni in Rhodesia il ponte fu costantemente presidiato per prevenire infiltrazioni di terroristi dallo Zambia e sabotaggi.  Nel 1929, una delle due vie ferrate venne rimossa per far posto all’asfalto della strada e alle due vie pedonali.

Nel 2005, con il contributo economico della World Bank, venne affidato ad una ditta danese il compito di periziare e revisionare l'opera. In seguito a pochi semplici interventi, il responso fu strabiliante: il ponte sullo Zambesi poteva durare ancora almeno 100 anni!

Alcuni dati sul ponte di Victoria Falls:

  • Lunghezza: 208,12 m
  • Altezza del piano carrabile dal livello delle acque: 108 m (stagione delle piogge); 125 m (stagione secca).
  • Peso totale: 1644 tonnellate.

 

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