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di Gianni Bauce (Appunto n°4 - Aprile 2013)

Avventura, agilità e libertà sono sinonimi di due ruote e una sella e chi non ha viaggiato in motocicletta o sogna di farlo? L’africa non è certo uno dei luoghi più facili per il viaggio su due ruote, ed attraversarla in moto è appannaggio di motociclisti esperti, preparati e temerari, ma non mancano comunque itinerari alla portata di tutti.

Prima di lanciarsi sulle piste africane stringendo ben saldo il manubrio, però, qualche piccolo viaggio in moto per il continente lo si può fare anche comodamente seduti sul divano, sfogliando i best seller che hanno celebrato le due ruote in Africa.

Tra i più noti spicca sicuramente “Long way down”, il libro tratto dal documentario televisivo che racconta il viaggio dell’attore Ewan McGregor con l’amico Charley Boorman a bordo di due BMW da enduro. 

Ewan e Charley percorrono 24.000 chilometri partendo dal punto più settentrionale della Scozia e raggiungendo quello più meridionale dell’Africa, Cape Agulhas, passando per la “via orientale”, attraverso  Tunisia, Libia, Egitto, Sudan, Etiopia, Kenya, Uganda, Rwanda, Tanzania, Malawi, Zambia, Namibia, Botswana e Sudafrica. Il libro è edito in italiano da Mondadori.

Tuttavia, senza sminuire il viaggio di Ewan e Charley, qualcuno compì una traversata analoga a bordo di una motocicletta esattamente settant’anni prima, nel 1934, senza mezzi d’appoggio e con le semplici tecnologie dell’epoca. Ma c’è di più: i temerari centauri erano due donne.

In sella ad una Panther Redwing 100 con un motore monocilindrico da 600 cc, qualche modifica ed un sidecar, Theresa Wallach e Florence Blenkiron (nella foto in alto), entrambe esperte meccaniche e motocicliste, partirono da Londra e raggiunsero Cape Town attraversando deserti, foreste e savane e confrontandosi con inimmaginabili difficoltà. La loro incredibile impresa è raccontata in un memorabile romanzo dal titolo “The rugged road”, che purtroppo non è stato tradotto in Italia.

E come non ricordare un grande viaggiatore delle italianissime due ruote, recentemente scomparso nel 2008, che del viaggio in Vespa in giro per il mondo ha fatto il suo cavallo di battaglia: Giorgio Bettinelli.

Cantautore, giornalista, scrittore e “vespista”, Giorgio racconta nel suo libro “Rhapsody in black”, edito da Feltrinelli, un epico periplo del continente a bordo di una vecchia Vespa, dal Marocco fino a Gibuti, passando per l’Angola, il Sudafrica, lo Zimbabwe, la Tanzania, tracciando un nitido ritratto di un continente dai fortissimi contrasti e contraddizioni.

Dunque, allacciatevi il casco, infilatevi i guanti e iniziate a leggere!

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