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di Gianni Bauce (Appunto n°6 - Giugno 2013) 

Ammaliati dall'Africa, distratti dal suo irresistibile richiamo, siamo sempre così intenti a studiarla da dimenticarci di ciò che accade dietro casa, della vita che in nodo del tutto analogo a quella che prospera nel continente africano, fiorisce, cresce e meraviglia in egual maniera.

Così ci lustriamo spesso nel conoscere nomi di piante ed animali tropicali, scoprendoci poi molto ignoranti su quanto cresce nel nostro stesso giardino.

Per questo, nel numero corrente di questa rubrica tentiamo un azzardato, ma interessante, parallelismo con le attività di eco-turismo africane, spostandoci in Italia, dove in una graziosa e verdeggiante valle è possibile compiere una sorta di “walking safari” alla scoperta delle erbe che proliferano sul territorio.

Spesso trascurate e poco valutate, le piante erbacee costituiscono per l'uomo l'80% del nutrimento diretto (con grano, frumento ed altri cereali) e almeno un altro 15% foraggia gli animali domestici che integrano con la carne la nostra dieta. Le erbe sono le piante più diffuse al mondo: lo prova il fatto che se è impresa difficile contare tutte le piante di un bosco, è quasi impossibile contarne tutti i ciuffi d'erba. Grazie alla loro straordinaria strategia riproduttiva ed alla modularità della loro struttura, si sono evolute permettendo il grande successo degli erbivori sul nostro pianeta, che da migliaia di anni sono parte importante della nostra dieta.

I nostri nonni, però, le conoscevano ancora bene e le impiegavano in larga misura in cucina ed è proprio per non perdere questa conoscenza preziosa che in provincia di Torino, nel cuore del Canavese, è nato un progetto di recupero e diffusione della tradizione delle erbe. Siamo in Valchiusella, una valle lunga circa 25 chilometri che dalla Serra morenica di Ivrea si insinua verso le Alpi Graie, tra Valle d'Aosta, Valle dell'Orco e Val Soana, prendendo il nome dal gelido torrente che l'attraversa. Qui, per cinque sabati consecutivi a cavallo tra i mesi di maggio e giugno è possibile seguire le magiste, tradizionali esperte raccoglitrici di erbe, in un lungo percorso tra boschi e rilievi, alla scoperta delle erbe locali, delle loro proprietà e dei loro impieghi culinari.

Così riscopriamo il gusto saporito dell'aglio orsino (Allium ursinum) e del raponzolo (Phyteuma spicatum) comunemente conosciuto col nome di “ajucca”, impariamo le proprietà antibiotiche della bistorta (Polygonum bistorta) o le proprietà anti caduta dei capelli della felce del genere Asplenium, ma anche a tenerci lontani dalla tentazione di raccogliere il veratro, una liliacea molto velenosa. E ancora trovare il tarassaco, la primula, la fragola di bosco, la bubolina e un'infinità di specie di menta o scoprire che una microscopica specie di euforbia, che per un istante ci fa sognare i grandi “candelabri” dell'Africa.

Il “walking safari” canavesano si conclude al ristorante (nella migliore tradizione piemontese), assaggiando i piatti della tradizione cucinati con le erbe incontrate e conosciute lungo il percorso.

Un'esperienza piacevole ed interessante che ci farà guardare con occhio diverso anche l'erba che incontreremo lungo le piste africane.

Per info: www.erbedivalchiusella.it

 

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Zimbabwe Tourism Authority Zimbabwe Ministry of Tourism FGASA

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