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di Gianni Bauce (n°2 - Novembre 2012)

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fuoripistaAfrica: lungo una remota pista nel bel mezzo di una riserva, a poche decine di metri dal ciglio un branco di licaoni ha appena abbattuto un alcelafo e al di là dello spiazzo, seminascosti dai cespugli i predatori stanno banchettando.

E' una scena in cui capita di imbattersi poche volte nella vita ed è un vero peccato averla così a portata di mano e non poterla né vedere né fotografare. Basterebbe uscire dalla pista e attraversare quel piccolo spazio aperto per guadagnarsi un posto in prima fila e gustare la scena degna del National Geographic. Infondo non c'è anima viva nel raggio di dieci chilometri e attraversare quello spiazzo ingombro solo di detriti vegetali che male può fare?

Quante volte siamo stati assaliti da questa tentazione per avere un posto di osservazione migliore su scene di gran lunga meno straordinarie di quella descritta? Ebbene, se il regolamento del parco o della riserva proibisce di uscire dalle piste predefinite la questione è già risolta in partenza: il fuori-pista è un'infrazione! Ma se non esiste questo divieto, come per esempio nel Masai Mara in Kenya, allora la decisione è affidata alla nostra etica.

Personalmente sono uno strenuo avversario della guida fuori dal percorsi predefiniti, anche laddove questo non infrange i regolamenti, principalmente perché uno sguardo superficiale è in grado di rilevare soltanto una piccola parte dell'attività vitale che ferve attorno a noi e più l'attenzione e l'esperienza sono sommari, meno ci accorgiamo delle creature che potremmo definire "minori" non per la loro importanza, ma semplicemente per le loro dimensioni.

Al di là dello spiazzo vediamo i licaoni e l'alcelafo abbattuto perché sono mammiferi di medie dimensioni, che abbiamo già visto sui libri o nei documentari, ma ignoriamo il mondo microscopico che si è creato attorno ad un pezzo di legno marcio e che distruggeremo calpestandolo; la manciata di termiti che si è appena insediata un paio di centimetri sotto terra per dare vita ad una nuova colonia, e che schiacceremo con uno dei nostri pneumatici; le uova di pavoncella nel nido quasi invisibile sul terreno, che non si schiuderanno mai grazie al nostro passaggio. Uscire dalla pista è un atto arrogante spesso determinato da una profonda ignoranza. Altre volte, invece, è il frutto di un comportamento sprezzante, molto distante dall'etica di coloro che amano l'Africa, e se ad incorrere in atteggiamenti simili è una "guida professionista" (se così si può ancora chiamare) il fatto è enormemente più grave.

Scoraggiare questi comportamenti non è soltanto dovere nostro in qualità di professionisti del settore, ma è dovere di tutti, anche quando ciò significa rinunciare ad una bella foto.

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Zimbabwe Tourism Authority Zimbabwe Ministry of Tourism FGASA

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