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di Gianni Bauce (n° 3 - marzo 2013)

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walking safariIl sole non ha ancora fatto capolino da dietro l'orizzonte e la boscaglia è ancora immersa in quel silenzio ovattato che precede il giorno. L'aria è ancora fresca e la luce ingannevole (come usa definirla Lauren Van Der Post in un suo celebre romanzo). Ancora la tortora dal collare non ha iniziato a cantare monotona e l'unico fruscio che si ode è quello dei nostri passi dietro lo scout armato che guida la piccola colonna, un silenzio quasi opprimente che sembra sottolineare l'inquietante potenziale presenza dei predatori intenti ad osservare il nostro passaggio.

Siamo in "walking safari", una lunga escursione a piedi in mezzo alla boscaglia, soli e vulnerabile nel cuore dell'Africa selvaggia.

Il walking safari (safari a piedi) è un'attività emozionante che si può praticare nelle aree naturali in Africa e molti provano un brivido di inquietudine nel pensare di camminare inermi in un mondo abitato da animali feroci e pericolosi. Altri non vedono l'ora di fare un incontro adrenalinico con un leone o un elefante. In realtà, sebbene il walking safari regali spesso la possibilità di tali indimenticabili incontri, questa attività deve essere affrontata senza troppe aspettative, cercando invece di viverne la vera essenza. Gli animali si tengono alla larga dall'uomo e sebbene una buona guida sia in grado di avvicinarli dalla giusta direzione, considerando la molteplicità di fattori coinvolti in tale attività, egli manterrà sempre la distanza opportuna per garantire il massimo della sicurezza al gruppo e il fatidico incontro faccia a faccia con un leone non è l'evento più probabile.

Ciò che invece è importante apprezzare durante questa attività è il contatto intimo con la natura, un contatto che ci è precluso a bordo di un automezzo. Camminando, il silenzio è il nostro alleato principale; ci consente di udire suoni che il rumore di un motore coprirebbe inesorabilmente, avvicinandoci all'interpretazione dei richiami degli uccelli, dei mammiferi o semplicemente consentendoci di ascoltare la brezza.

Tutto scorre più lentamente attorno a noi, mentre a bordo di un veicolo, per quanto lentamente si viaggi, molte cose passano inosservate. Sostare sotto un albero per imparare a conoscerlo, osservare le impronte lasciate sul terreno, accorgersi di un insetto o di un ragno su un arbusto o analizzare il marchio sul territorio lasciato da un maschio dominante: questo è ciò che il safari a piedi può regalarci.

E quando ritorneremo al campo, anche se non avremo incrociato gli occhi gialli del leone e non avremo udito lo sbuffo nervoso del rinoceronte nero, ci sentiremo soddisfatti per essere stati così vicini all'Africa ed averla conosciuta un po' di più.

 

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