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di Gianni Bauce (n° 4 - aprile 2013)

In canoa sul fiume in Africa

Non c’è nulla di più rilassante che navigare dolcemente su un fiume africano a bordo di una piccola imbarcazione da crociera, osservando gli animali tra i canneti o sulle isole e ascoltando il canto degli uccelli turbato solo dal ronzio del motore a scoppio. Già… il motore…

E allora perché non provare l’emozione di scivolare sul fiume a bordo di una silenziosa canoa? Molti inorridiscono al pensiero di solcare acque infestate da coccodrilli e ippopotami a bordo di una fragile imbarcazione, ma queste preoccupazioni sono spesso esagerate se si affronta un viaggio in canoa con i dovuti accorgimenti e con una guida esperta e responsabile, tanto da rendere l’esperienza accessibile anche a coloro che non sanno nuotare.

I pericoli in un’escursione in canoa sono principalmente il sole, la disidratazione, gli ippopotami, i coccodrilli e gli ostacoli affioranti.
Il sole africano è potente ed è necessario utilizzare un’adeguata protezione solare e indossare sempre un cappello in testa per evitare scottature o problemi più seri. Sole, movimento e vento relativo disidratano rapidamente, così che bere in modo regolare risulta il miglior sistema per mantenersi in forma: una borraccia d’acqua, perciò, deve sempre restare a portata di mano. I coccodrilli fuggono al nostro arrivo e risultano pericolosi soltanto se si cade in acqua. Gli ippopotami invece sono animali aggressivi e non di rado maschi territoriali o femmine con prole attaccano le imbarcazioni se queste si avvicinano troppo, anche se di solito compiono cariche di avvertimento che si esauriscono a pochi metri di distanza. Se le intenzioni dell’animale sono serie, tuttavia, le sue fauci sono in grado di spezzare in due con facilità un’imbarcazione di vetroresina; ecco perché è importante seguire la canoa della guida e non uscire mai dalla sua scia; la sua rotta non è mai casuale e seguendola si evitano pachidermi troppo vicini o in immersione.
Infine, rami o rocce affioranti sono subdoli pericoli, spesso rivelati soltanto da un’increspatura della superficie; sono da evitare a tutti i costi perché la canoa, finendoci contro, può rovesciarsi. Se incappate accidentalmente in una di queste trappole naturali e non vi resta il tempo di cambiare rotta, evitate manovre estreme “dell’ultimo minuto”: puntate diritto sull’ostacolo così che la prua possa scivolare di lato ed avrete più probabilità di non ribaltarvi.
Le regole generali da seguire sono poche e semplici e la vostra guida ve le illustrerà sicuramente prima di entrare in acqua.
Nelle canoe indiane a due posti, il 70% del lavoro (propulsione e direzione) viene compiuto da colui che siede nella parte posteriore dell’imbarcazione (poppa), mentre a chi sta nella parte anteriore (prua) tocca un ruolo marginale. Una canoa può essere infatti condotta senza difficoltà da un solo uomo seduto a poppa.
Tocca a chi siede a poppa adattarsi al ritmo di chi sta a prua perché può vederlo senza difficoltà; a lui tocca correggere la rotta perché la pagaia posteriore è più efficace e può essere usata come timone. Colui che siede a prua non può vedere chi sta dietro se non voltandosi (manovra inutile e pericolosa per la stabilità), quindi si limiterà a tenere con la propria pagaia un ritmo costante senza cercare di correggere la rotta ed evitando di innervosire l’uomo di poppa con inutili “consigli”. I battibecchi tra l’equipaggio sono la principale causa di divorzio tra i turisti che navigano sulle canoe indiane!
Il suggerimento, quindi è che il più forte ed esperto sieda a poppa, ma, dato che l’uomo di prua può anche smettere di pagaiare senza influire eccessivamente sulla navigazione, se c’è un sufficiente equilibrio tra i membri dell’equipaggio, alternarsi nelle posizioni è un ottimo metodo per consentire ad entrambi di rilassarsi a turno e scattare splendide fotografie.
Indossate il giubbotto salvagente ed allacciatelo: se malauguratamente doveste finire in acqua, oltre a ad evitarvi di annegare, vi permetterà di galleggiare senza sbracciarsi inutilmente, attirando magari i coccodrilli.
Rimanere seduti rende stabile la canoa che si può rovesciare solo se il carico si sbilancia eccessivamente su un lato o sull’altro. Ciò avviene se ci si sporge fuori dall’imbarcazione, se ci si sposta improvvisamente o se ci si alza in piedi.
Non bisogna lottare con la canoa, né con l’acqua. Bisogna assecondarle entrambe ed il remo non deve essere un arma per combattere la corrente, ma uno strumento con cui accarezzarla.
Mantenere una distanza corretta è molto importante. Se si naviga troppo vicini all’imbarcazione che precede, si rischia di speronarla, mentre se ci si allontana troppo, il gruppo perde la formazione serrata e si diventa bersagli più probabili di irascibili ippopotami o si può finire contro un ostacolo affiorante.
Nell’eventualità che la canoa si rovesci e voi finiate in acqua, non tentate di aggrapparvi alle altre canoe: otterreste l’unico risultato di rovesciare anche quelle. Afferrate la corda d’ormeggio o la poppa della canoa più vicina e lasciatevi trainare fino a riva senza muovervi, oppure, se non vi sono canoe vicine, affidatevi alla corrente e cercate di guadagnare la riva col minor movimento possibile per non attirare i coccodrilli.
Se è un ippopotamo a rovesciare la vostra imbarcazione, una volta in acqua allontanatevi prima possibile dalla canoa; l’animale si accanirà contro di essa e vi ignorerà.

Sebbene abbia condotto personalmente numerosi safari in canoa senza mai incorrere in incidenti, non posso però esimermi dal sottolineare però la regola più importante di tutte: l’unica guida che dovrete ascoltare e seguire è quella che conduce il safari in quel momento (in canoa, a piedi, in auto o a cavallo). La sua leadership è indiscutibile, al di sopra dei miei consigli e di quelli di qualsiasi altra persona, anche all’interno del vostro gruppo (i sedicenti “esperti” sono dappertutto), perché in quel momento è la vostra guida, e soltanto essa, ad essere responsabile della vostra vita.
Ma rilassatevi, perché dopo qualche minuto in acqua i movimenti diverranno più naturali e il fiume vi rapirà, non con la sua corrente, ma con la meravigliosa freschezza delle sue acque, con il silenzio ovattato che solo il canto degli uccelli (numerosissimi!) osa disturbare, con la leggerezza della brezza e la discrezione con cui avvicinerete in silenzio gli animali sulle rive.
Buona discesa, dunque, e che il fiume sia con voi!

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Zimbabwe Tourism Authority Zimbabwe Ministry of Tourism FGASA

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