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di Gianni Bauce (n° 8 - settembre 2013)

Il frutto proibito - Hwange national park

Si avvicina il 22 Settembre, giornata mondiale dedicata al rinoceronte. Come affermai già lo scorso anno, non è una giornata di festa, ma un momento di riflessione.

Un momento di riflessione sulla assurda stupidità del genere umano, sulla sua miopia nel valutare il patrimonio della Terra soltanto dal punto di vista speculativo, vedendo soltanto il guadagno immediato e non l'immenso valore che ogni singola creatura, ogni singolo habitat possiede.
Ma il rinoceronte, in qualità di obbiettivo più gravemente e numericamente colpito, è soltanto il simbolo di una genocidio continuo e spesso silenzioso che coinvolge elefanti, leoni, licaoni e migliaia di altre specie sconosciute ai più.

Alcune settimane fa mi trovavo sulla sponda di una pozza nel Parco Nazionale di Hwange, in Zimbabwe e l'occhio mi cadde su un ammasso di gigantesche ossa accumulate poco oltre la sponda opposta. Il mucchio si estendeva ben oltre le normali dimensioni dei resti di un pachiderma (abbastanza comune da vedere in un'area densa di elefanti) e a ben osservare tra la boscaglia, si potevano scorgere tre grossi teschi. "Strano che tre elefanti muoiano per cause naturali nello stesso posto contemporaneamente" osservai tra me e me, sicuro che dietro quel piccolo cimitero ci fosse stata la mano dell'uomo. Rientrando dal safari appresi la terribile notizia. Quarantuno elefanti uccisi col cianuro nello stesso parco di Hwange! Le autorità hanno sgominato una banda di bracconieri che usando cianuro reperito illegalmente, avvelenava le depressioni salate ("salt pan") dove gli elefanti traevano i sali minerali e scavavano per trovare l'acqua in profondità.
Dal 2009, si stima siano stati uccisi in questo vile modo circa sessantaquattro elefanti, ad opera di un bracconiere locale, tale Farai Chitsa con la complicità dei fratelli Sipho e Mishek Mafu, arrestati fortunatamente a Tsholotsho da un'azione combinata tra polizia e Ranger del Wildlife and National Parks Dpt.
Nell'area dei villagggi in cui i tre bracconieri risiedevano, le autorità hanno trovato cianuro, trappole e 19 zanne d'avorio. Il Governo ha decretato la catastrofe ambientale e i nostri Ministri dell'Ambiente Saviour Kasukuwere e del Turismo Walter Mzembi hanno dichiarato "guerra senza tregua ai bracconieri".

E' dai tempi biblici che l'uomo si gioca un intero paradiso per non saper resistere al possesso di un unico stupido frutto. Il 22 settembre ci sarà occasione per riflettere anche su questo.

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