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furtidicorniIl mercato illegale dei corni di rinoceronte è così redditizio che la caccia di frodo non si limita più soltanto agli animali vivi.

Nel 2011 in ben sedici tra musei, mostre, case d'asta e collezioni private di tutta Europa sono stati trafugati corni da rinoceronti imbalsamati. In alcuni casi il corno è stato segato come accade sugli animali appena abbattuti, in altri è stata asportata l'intera testa. La figura del “bracconiere post-mortem” (come è stato definito) sembra affacciarsi come un nuovo fenomeno criminale legato al traffico dei corni, alimentato dalla infondata credenza della medicina tradizionale orientale che vi attribuisce proprietà rinvigorenti per la sessualità maschile. In realtà il corno dei rinoceronti è costituito da tessuto cheratinoso simile a quello che compone le nostre unghie, privo di qualsiasi proprietà in tal senso.

I malviventi hanno agito anche a Firenze, il 9 giugno 2011, sottraendo tre corni dal Salone degli Scheletri del Museo di Storia Naturale della Specola. Il colpo si è ripetuto al Museo di Storia Naturale di Milano alcuni mesi più tardi, ma questa volta i “bracconieri” sono stati beffati in quanto, allarmate dall'episodio di Firenze, le autorità del museo avevano provveduto a sostituire i corni originali con modelli in resina.

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