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Viaggiare in Africa

Cosa vedere e cosa aspettarsi

L’Africa è un paese straordinario, culla dell’umanità, serbatoio di meraviglie naturali e crogiolo di culture. Gli appassionati di natura non possono desiderare luogo migliore per appagare la propria curiosità: qui, una guida qualificata può farvi scoprire un mondo dietro ogni sassolino oltre che portarvi a contatto dei più splendidi animali del pianeta, ma anche l’incontro con la gente può dare emozioni indimenticabili. Gli appassionati di fotografia non smettono un istante di catturare immagini e coloro che amano la storia la troveranno in ogni angolo, tangibile come una roccia di granito. Ma nulla deve essere dato per scontato: l’Africa dona emozioni a coloro che le meritano, aspettando con pazienza. Non siamo in uno zoo e non si può ordinare l’avvistamento di un animale “sul menù”; anche la pozza d’acqua più affollata può restare deserta per l’intero nostro soggiorno, come invece il luogo meno probabile può regalarci un incontro col più raro degli animali. Aprite la vostra mente e seguite la vostra guida non soltanto sulle tracce del leopardo, ma anche quando vi condurrà attraverso la struttura di una roccia, tra la linfa di un albero o tra le costellazioni della notte perché le piccole cose vi aiuteranno a capire l’immenso mondo Africano.

Disagi del viaggio

Coloro che non amano sporcarsi con la polvere della pista non ameranno l’Africa. L’Africa è polvere, terra, umidità e siccità, caldo afoso e freddo pungente. È distanze interminabili, strade dissestate e piste al limite della praticabilità. Viaggiare in Africa senza volersi misurare con questi disagi è come voler bere senza bagnarsi le labbra. Ma alla fine del viaggio non resteranno che ricordi di emozioni indimenticabili e la nostalgia per la fine polvere rossa che ricopre ogni cosa.

Clima

In linea generale, il clima tropicale caratteristico dell’Africa Australe prevede due stagioni principali, quella secca e quella umida, detta anche “delle piogge”.

La stagione secca va da Aprile a Ottobre ed è caratterizzata da tempo prevalentemente sereno con scarsissime precipitazioni (più frequenti sulla costa dell’oceano Indiano), clima secco e temperature miti durante il giorno e più fresche di notte. Più si scende a sud e più le temperature notturne si abbassano. Nelle aree desertiche come il Kalahari, l’escursione termica è notevole e si può andare dai 40°C durante il giorno alle temperature di poco inferiori allo zero durante la notte. In questa stagione la natura è più arida e nei mesi di Agosto e Settembre la maggior parte della vegetazione è spoglia e l’erba secca e gialla. L’avvistamento della fauna è favorito dalla scarsa copertura della vegetazione e dalla scarsa disponibilità d’acqua che costringe gli animali a concentrarsi attorno alle poche pozze stagionali residue o lungo i fiumi.

La stagione delle piogge va da Novembre a Marzo ed è invece caratterizzata da precipitazioni intense di carattere temporalesco e perturbazioni persistenti, con cielo spesso coperto. Ciò non significa che non vi siano splendide giornate di sole. Il tasso di umidità è alto con picco massimo tra Dicembre e Febbraio e le temperature sono elevate. In questo periodo avvistare i grandi mammiferi è meno facile a causa della densa vegetazione e dell’abbondanza di acqua che disperde la fauna. Ma il paesaggio è di un verde smeraldo intenso e fiori colorati sbocciano ovunque. Molti uccelli maschi sviluppano straordinari piumaggi variopinti ed i colori intorno a noi divengono tanto intensi da disorientare. In questa stagione, alcune piste possono non essere praticabili e certe destinazioni divengono irraggiungibili.

Cosa indossare

Gli abiti devono essere preferibilmente di colori naturali o neutri (verde oliva, kaki, grigio, marrone) per confondersi meglio nell’ambiente naturale e arrecare meno disturbo agli animali, evitando di spiccare come un faro nella notte. Le tasche risultano sempre molto utili e i tessuti resistenti sono da preferire.

Da Aprile a Ottobre

Durante il giorno: abiti leggeri e comodi quali magliette, camice a maniche corte, pantaloncini corti. Indispensabile un cappello e la crema solare per proteggersi dall’intenso sole africano; molto utili anche gli occhiali da sole. Scarpe comode e leggere o sandali per il viaggio ed un paio di scarponcini leggeri e alti sulla caviglia per il trekking e i walking safari.

Durante la sera: abiti coprenti e più pesanti quali pantaloni lunghi, camice a maniche lunghe; una felpa di pile, una giacca pesante e un berretto di lana renderanno più sopportabile il freddo della sera. Una giacca antivento sarà utile durante le escursioni serali o notturne su veicoli scoperti. Scarponcini alti sulla caviglia e calze di lana ai piedi.

Da Novembre a Marzo

Durante il giorno: abiti leggeri e comodi quali magliette, camice a maniche corte, pantaloncini corti. Indispensabile un cappello e la crema solare per proteggersi dall’intenso sole africano; molto utili anche gli occhiali da sole. Una giacca o una mantella impermeabile e qualche ricambio in più per non farsi cogliere impreparati dalla pioggia. Scarpe comode e leggere o sandali per il viaggio ed un paio di scarponcini impermeabili e alti sulla caviglia per il trekking e i walking safari.

Durante la sera: abiti coprenti quali pantaloni lunghi, camice a maniche lunghe per proteggersi dalle zanzare; una felpa e una giacca antivento saranno utili durante le escursioni serali o notturne su veicoli scoperti.

Da non dimenticare in qualsiasi stagione: sacco a pelo, ciabatte da doccia, asciugamano, crema solare, cappello, repellente per insetti.
Oggetti di corredo utili: una cintura, occhiali da sole.

Attrezzature da portare

Il sacco a pelo (leggero per la stagione umida e più pesante per la stagione secca) è indispensabile. È tra le poche cose che non forniamo e non è facile acquistarlo in loco, perciò è importante non dimenticarlo.

Attenzione! In genere la temperatura indicata sui sacchi a pelo è la minima sopportabile; ciò significa che la temperatura di comfort (cioè quella a cui si può dormire in modo confortevole senza avvertire freddo) è superiore di almeno 5°C. Dormire al caldo è importante per un buon riposo notturno, perciò è bene non sottovalutare il freddo e preferire un sacco più pesante piuttosto che ritrovarsi al freddo durante la notte africana.

Di grande utilità sono anche un binocolo, un coltellino multiuso e una torcia elettrica. Le nostre tende sono comunque dotate di piccole lanterne elettriche ricaricabili.

Non dimenticate la macchina fotografica!

Documenti e visti d’ingresso

Per l'ingresso in Zimbabwe, come in molti altri stati (Zambia, Botswana, Mozambico, Malawi) è richiesto il passaporto in corso di validità per almeno 6 mesi e con almeno n°3 pagine libere.

Per l’ingresso in Tanzania o in Zambia provenendo dal Malawi è necessario esibire il tesserino sanitario giallo che certifica la vaccinazione contro la febbre gialla.


I visti d’ingresso nei paesi vengono rilasciati sul momento alla frontiera o in aeroporto; molti di questi visti (VISA) sono a pagamento e di solito ci facciamo personalmente carico dell’acquisto, fatta eccezione per quello del paese di arrivo con il volo intercontinentale che deve essere ottenuto prima di uscire dall’area arrivi dell’aeroporto e pertanto a carico del viaggiatore.

Il visto d'ingresso in Zimbabwe ha un costo di 30 US$ per singolo ingresso e 45 US$ per doppio ingresso.

La maggior parte dei visti possono essere ottenuti con sufficiente anticipo anche presso ambasciate e consolati in Italia.

Da non dimenticare documenti di brevetto eventualmente utili quali ad esempio quello da subacqueo.

Vaccinazioni e precauzioni sanitarie

La profilassi antimalarica è consigliata in tutte le aree in cui la malaria è presente o addirittura endemica. I farmaci profilattici possono agire a livello epatico (Es.: Lariam) o ematico (es.: Malarone) ed hanno pertanto posologie differenti. La scelta deve essere guidata dal medico di base e/o dal medico dell’Ufficio d’Igiene competente.

Sono utili le vaccinazioni contro: epatite A e B, tifo, rabbia, tetano, colera. 
In alcuni paesi è obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla.

La Malaria

La malaria è una malattia trasmessa da protozoi parassiti del genere Plasmodium ed è diffusa in Africa, Asia e Sudamerica. Il vettore di questo parassita è una zanzara del genere Anopheles (zanzara anofele), un insetto responsabile della trasmissione di più d’una malattia. I primi stadi di vita della zanzara (uovo, larva e pupa) avvengono preferibilmente in acqua dolce e ferma, mentre lo stadio di adulto avviene in ambiente subaereo, con abitudini prevalentemente crepuscolari e/o notturne.

L’adulto è simile a molte altre specie di zanzare e si nutre prevalentemente di nettare, la femmina, tuttavia, per produrre le proteine necessarie allo sviluppo delle uova, integra la sua dieta con sangue di vertebrati (in genere mammiferi) che succhia grazie alla modificazione del suo apparato succhiatore, il quale, a differenza di quello del maschio, è anche in grado di pungere. La femmina di anofele, attratta dall’anidride carbonica e dal sebo (prodotto dalle ghiandole epiteliali dei mammiferi) si posa sulla pelle e perfora un capillare. Inietta quindi della saliva contenente una sostanza anticoagulante e succhia la necessaria quantità di sangue. È in questa fase che il Plasmodium, presente nella saliva della zanzara, può essere trasmesso all’organismo. Nonostante la malaria sia una piaga in molte regioni dell’Africa, la quale (soprattutto quella “cerebrale”, trasmessa dal parassita Plasmodium falciparum) miete ogni anno un numero impressionante di vittime, contrarla non è così facile e scontato come eccessivi timori possono far supporre. La zanzara che ci punge, infatti, per trasmettere la malattia deve aver in precedenza punto un soggetto infetto ed il parassita deve essersi insediato nelle ghiandole salivari dell’insetto, cosa che avviene solo nel genere Anophele, mentre nelle altre zanzare viene digerito insieme al sangue.

Affinché avvenga la trasmissione è necessario trovarsi in prossimità di un centro abitato, dove sia probabile la presenza di soggetti infetti. La zanzara infatti non vola per più di tre o quattro chilometri di distanza, perciò, se ci si trova ragionevolmente distanti da un centro abitato e non ci sono individui infetti nelle vicinanze, le probabilità di contagio si riducono moltissimo. La zanzara anofele non è attiva durante le ore diurne, quindi abiti coprenti e repellenti per insetti prima e durante il crepuscolo e nelle ore notturne, unitamente all’uso corretto della zanzariera durante la notte, proteggono ulteriormente dall’aggressione. Nelle regioni lontane da corsi o bacini d’acqua (al limite desertiche) o ad altitudini più elevate la zanzara anofele è molto meno presente o addirittura assente.

Per una corretta prevenzione è tuttavia necessario sempre consultare il proprio medico e l’Ufficio d’Igiene preposto al di là di qualsiasi consiglio proveniente da persone non qualificate.


 

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Zimbabwe Tourism Authority Zimbabwe Ministry of Tourism FGASA

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